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Cultural Heritage Rescue Prize 2016,
Sarmast è il vincitore

Consegnato a Spoleto il Premio voluto da Francesco Rutelli per un coraggioso che salva l’Arte
 
Si è tenuta il 2 luglio alle 11 presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto la cerimonia di premiazione del Cultural Heritage Rescue Prize, il Premio Internazionale dedicato ai Coraggiosi che salvaguardano, mettendo a rischio la propria vita, il Patrimonio Culturale a rischio.

Francesco Rutelli, Presidente dell’Associazione Priorità Cultura e promotore del Premio, presiede la prestigiosa giuria internazionale che ha deciso quest’anno di insignire del riconoscimento una personalità che quotidianamente lotta e rischia la vita in Afganistan per la libertà della Cultura e dell’Arte.

Il Premio, giunto alla sua seconda edizione, è stato consegnato dal Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo Ilaria Borletti Buitoni ad Ahmad Naser Sarmast, musicologo afgano che ha improntato il suo impegno alla libertà della cultura, per dare un futuro alla gioventù afgana.

Sarmast ha ritirato il Premio e dichiarato: "Mi sento davvero onorato di essere stato insignito, per il mio impegno in Afganistan, del prestigioso Cultural Heritage Rescue Prize e vorrei ringraziare i membri della giuria e il Presidente Rutelli non solo per il valore riconosciuto al mio lavoro e l’onore conferitomi, ma soprattutto per aver istituito un premio così importante”.

Il Promotore del Premio e Presidente della Giuria, Francesco Rutelli, ha dichiarato: “La Giuria del Cultural Heritage Rescue Prize ha compiuto una scelta visionaria. Ahmad Sarmast impersona davanti alla coscienza dell'opinione pubblica internazionale una figura di straordinario coraggio: è un Eroe della Cultura. Il suo coraggio si associa a competenza, passione e umiltà. Molti popoli, e le loro giovani generazioni, si trovano quotidianamente a scegliere tra oscurità e apertura. Tra cultura e paura. La lezione di Sarmast è chiara: la musica è un linguaggio universale di pace; al suono della musica si possono costruire rispetto, rigetto della violenza, e profondi e duraturi incontri di civiltà".

Il Sottosegretario ai Beni, alle Attività Culturali e al Turismo, Ilaria Borletti Buitoni ha sottolineato con il suo intervento l’importanza del riconoscimento internazionale per la salvaguardia del Patrimonio Culturale nel mondo: "questo premio è meritorio non solo per la sua nobile finalità, ma anche per i tempi nei quali si inserisce. L'irrazionalismo oramai imperante nella nostra epoca rivolge spesso la sua faccia oscura, il fanatismo, contro i monumenti e le opere d'arte, proprio perché incarnano la migliore memoria della razza umana. Una marea che talvolta sembra sopraffarci. Questo premio è non solo un riconoscimento doveroso a chi vi si oppone, ma anche una chiara indicazione su quale strada gli sforzi di tutti devono indirizzarsi, e su quale prezioso e salvifico patrimonio sia la nostra memoria collettiva".

Nella sua laudatio, la Presidente Emerita del World Monuments Fund Bonnie Burnham si è così espressa: “Il Patrimonio Culturale non è rappresentato solo da beni tangibili o luoghi. La perdita delle tradizioni culturali è un problema gravissimo di cui dobbiamo occuparci. Dr Sarmast ha compiuto un’impresa eroica nel cercare di salvare la tradizione culturale del proprio paese, l’Afghanistan, contrastando la repressione brutale dei Talebani a rischio della vita. Il suo coraggio e il suo impegno meritano di essere riconosciuti”.

Giorgio Ferrara, Direttore Artistico del Festival dei Due Mondi, ha aperto la cerimonia con le seguenti parole: “Sono davvero felice e onorato che il Festival sia stato scelto per ospitare, dopo Venezia nel 2014, la seconda edizione di un Premio che riconosce finalmente l’opera di coloro che con determinazione e coraggio difendono le ricchezze artistiche in ogni parte del mondo. Oggi più che mai ci vuole coraggio per fare cultura e ancor più coraggio è richiesto nei luoghi in cui l’arte diviene bersaglio di odio e di barbarie. Ringrazio Francesco Rutelli per questa iniziativa che può certamente considerarsi un tassello importante nella lotta contro tutti i nemici dell’umanità e della bellezza”.

Il Cultural Heritage Rescue Prize non si è fermato, però, a Spoleto. E si è dato un appuntamento a Roma già per lunedì 4 alle 18:30, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, dove si è svolta la Prova Aperta della JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presieduta dal Maestro Michele dall’Ongaro.

Il concerto è stato un tributo al Maestro Ahmad Naser Sarmast, vincitore del Cultural Heritage Rescue Prize.

Nella cerimonia di premiazione, svoltasi a Spoleto sabato 2 luglio in occasione del Festival dei Due Mondi, il musicologo Ahmad Naser Sarmast è stato insignito del Premio per il suo impegno a favore della libertà culturale e artistica dei giovani in Afganistan. L’Istituto Nazionale di Musica fondato dal vincitore è il simbolo del potere della Musica contro ogni regime e instabilità.

In virtù dell'impegno del Maestro Sarmast per la formazione musicale dei giovani, la JuniOrchestra diretta dal Maestro Simone Genuini gli ha reso omaggio lunedì 4 durante le proprie prove generali.
Martedì 5 luglio Ahmad Sarmast è stato inoltre ricevuto dal Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
 
 
 
 

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