CULTURA: RUTELLI, CON IL WORLD MONUMENTS FUND PER CONSERVARE E TRASFORMARE LE CITTA’ EMERGENTI

“Oggi la sfida ambiziosa è far incontrare la conservazione di grandi patrimoni culturali con le trasformazioni  dirompenti nelle città contemporanee, specialmente in Asia. Le città emergenti non debbono essere tutte uguali, con selve di grattacieli che cancellano straordinarie eredità culturali urbane”. Così Francesco Rutelli, ospite d’onore del World Monuments Fund e del Yangon Heritage Trust, nel suo keynote speech durante l'incontro internazionale Building the Future: the role of Heritage in the Sustainable Development of Yangon, in corso a Yangon, Birmania.

L’incontro - che si tiene nello storico albergo coloniale "The Strand" - in questa metropoli che attende trasformazioni urbanistiche enormi: la preoccupazione dello Yangon Heritage Trust (guidato da una delle principali personalità internazionali birmane, Thant Myint-U), e' che questa modernizzazione possa spazzare via un patrimonio architettonico urbano tra i più importanti a livello internazionale.

Alla Conferenza prendono parte studiosi di ogni parte del mondo, assieme ad amministratori e governanti del Myanmar. A Rutelli è stato chiesto dal World Monuments Fund - maggiore istituzione privata non-profit mondiale impegnata per la salvezza del Patrimonio culturale - di illustrare l'esperienza del governo di Roma (inclusi gli interventi per il Giubileo) e di partecipare a questo confronto per conciliare sviluppo economico e tutela della storica struttura urbana dell'antica Capitale birmana.

Già lo scorso giugno a Pechino, nell'ambito della collaborazione tra la CPDA (che rappresenta i maggiori soggetti pubblici e privati cinesi che operano nei settori delle industrie culturali e della Diplomazia pubblica) e l'Associazione Priorità Cultura, presieduta da Rutelli, è stato adottato un accordo per sviluppare iniziative tra Italia e Cina nei settori del Cinema e dell'Audiovisivo, dell'alta Formazione, del Turismo di qualità e delle industrie creative.

“Questa di Yangon – spiega Rutelli - è una tappa importante di un cammino comune per conciliare crescita economica e patrimoni storici di interesse universale. Cultura e creatività' contemporanea sono al centro di una strategia di 'incontro tra civiltà' - e non di barbarie e violenza - che mette al centro le identità culturali per lo sviluppo economico. E perché le trasformazioni urbane non rendano tutte uguali le grandi città dei Paesi emergenti. Altrimenti, avremo centinaia di città più ricche, ma prive di identità, affollate di grattacieli anonimi. E' possibile sostenere la crescita economica senza eliminare le ricchezze della Storia e della cultura”, conclude Rutelli.
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